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Dizionario Odontoiatrico

L’intarsio dentale è uno speciale restauro effettuato sui denti posteriori, molari e premolari, in ceramica o in resina. Viene costruito in laboratorio e poi cementato sul dente precedentemente preparato per accoglierlo. Con l’intarsio dentale si ristabilisce la struttura anatomica di denti precedentemente affetti da carie in modo estetico.

Lo spazio tra denti adiacenti.

La superficie del dente che da verso lo spazio interprossimale.

Aumento della gengiva di natura non infiammatoria, che non dipende da fattori irritativi locali, caratterizzato da un incremento nel numero delle cellule.

Reazione dolorosa del dente, a carattere acuto e improvviso, provocata dall'esposizione agli stimoli fisici (caldo e freddo), chimici, meccanici o osmotici ( dolce e salato).

Abnorme aumento della gengiva che circonda i denti, causato da cattiva igiene orale.

Congenita assenza di uno o più denti con riduzione del loro numero complessivo.

Mancata formazione di alcune parti dello smalto che normalmente si osserva nella dentatura permanente, raramente nei denti decidui. I difetti colpiscono le stesse zone della corona dentale di denti omologhi, potendo interessare gruppi simmetrici di denti o anche tutti i denti. Si ritiene che tale affezione sia dovuta ad una turba metabolica che ha agito durante il periodo di formazione dello smalto, ma può anche essere causata da fattori genetici o locali. Le aree di ipoplasia, dove lo smalto si presenta estremamente sottile, hanno generalmente una colorazione più scura, giallastra o brunastra, e possono provocare danni estetici, dell'occlusione, oltre alla accentuazione della sensibilità dentale. La correzione può richiedere tecniche restaurative o protesiche (coronoplastica, faccette, corone).

Complesso sistema di fibre che lega il dente alla sua sede. E' un legamento sospensore in quanto ammortizza la spinta pressoria verticale sul dente. E' anche chiamato desmodonto o legamento alveolo-dentale. La sua distruzione causa mobilità dentale

Leucoplasia è un termine che deriva dal greco: leucos=bianco, plasia=ispessimento. Si tratta infatti di chiazze biancastre che compaiono sulle mucose.

Rimozione dei depositi di tartaro dalla superficie della radice al disotto della linea gengivale. In presenza di parodontite, l'operazione di levigatura delle radici mira a promuovere il riattacco dei tessuti di supporto alla superficie del dente.

Il lichen planus orale è una malattia piuttosto comune che può colpire sia la pelle che le mucose e in circa 7 casi su 10 interessa le mucose della bocca. Tutte le superfici della bocca possono essere interessate da questa malattia ed in particolare la mucosa delle guance e della lingua.

La lingua a carta geografica è una particolare forma di glossite di cui non si conosce la causa determinante ma che ha la tendenza a trasmettersi geneticamente. E' caratterizzata dalla perdita delle papille in alcune aree della lingua che, a causa di ciò, risultano lisce ed arrossate e si distribuiscono in modo da far apparire sulla superficie dorsale della lingua come un disegno di carta geografica che, oltretutto, muta repentinamente, da cui il secondo nome di questa affezione che è "glossite migrante benigna". La causa dell'affezione è sconosciuta ma si è notato che tende alla familiarità. Può essere asintomatica oppure presentarsi con una sensazione di bruciore.
La lingua geografica guarisce spontaneamente ma può permanere per mesi e spesso ripresentarsi.

La lingua fissurata, definita anche "lingua plicata", è una condizione assolutamente benigna, che si riscontra di frequente nella popolazione: negli Stati Uniti l'incidenza oscilla tra il 2% e il 5%. Osservata in pazienti di tutte le età, può essere considerare una variante della normale architettura linguale che si presenta solcata da fessure più o meno profonde, fino a 6 mm, sul dorso e sui bordi laterali.

Le depressioni a volte si interconnettono e, se molto profonde, fanno apparire il dorso della lingua come separato in lobuli. Normalmente è asintomatica, purché il dorso della lingua venga mantenuto pulito con lo spazzolamento, e pertanto non richiede terapia. Omettendo l'igiene, invece, possono trattenersi residui alimentari nella profondità delle fessure dando luogo a processi infiammatori (glossiti) e alitosi.

La lingua nera villosa è caratterizzata da un abnorme allungamento con contestuale alterazione di colore delle papille filiformi presenti sul dorso linguale che appare così colorato dal nero al marrone scuro. Le normali papille filiformi sono lunghe approssimativamente 1 mm, nei casi di lingua villosa la loro lunghezza può superare i 15 mm. E' un'affezione rara e benigna, più spesso asintomatica, la cui causa specifica risulta sconosciuta.
Esistono fattori che predispongono all'ipertrofia e all'allungamento delle papille tipici della lingua villosa, così come all'iperproduzione di pigmenti da parte di batteri e funghi del cavo orale responsabili della loro alterazione di colore, ad esempio una cattiva igiene orale, l'assunzione di antibiotici a largo spettro, il fumo, la masticazione di tabacco, l'uso eccessivo di collutori che sviluppano ossigeno, la riduzione della produzione di saliva (xerostomia).
La guarigione si ha con la sospensione del fattore predisponente unita allo spazzolamento del dorso della lingua con lo spazzolino da denti o, meglio ancora, con un apposito puliscilingua.

Apparecchio usato per creare spazio nell'arcata inferiore attraverso un'azione di spinta sui molari. E' composto da un arco di filo metallico che si connette ai tubi buccali, rivestito nella parte anteriore da una struttura di plastica a cui si appoggia il labbro inferiore. Mangiando o parlando, ma anche a riposo, sforzandosi di tenere le labbra in contatto, il labbro inferiore si tende spingendo indietro i molari.
Lussazione mandibolare

Patologia dell'apparato di sostegno dei denti che coinvolge gengive e osso alveolare fino a condurre a mobilità dentale e, come effetto finale, alla perdita dell'elemento stesso.

I rapporti tra i molari sono normali. Le malposizioni sono a carico dei denti frontali che presentano affollamento, protrusione, retrusione, spazi.

I denti molari presentano un'occlusione distale simmetrica.
Nella prima divisione il gruppo frontale è sporgente, nella seconda divisione è retroposizionato.

I denti molari presentano un'occlusione distale simmetrica.
Nella prima divisione il gruppo frontale è sporgente, nella seconda divisione è retroposizionato.

Alterazione dei rapporti di combaciamento dei denti determinata da difetti di forma delle arcate e/o di allineamento dei denti all'interno delle arcate.

Alterazione dei rapporti di combaciamento dei denti determinata da difetti di crescita della mascella superiore e della mandibola.

Apparecchio fisso o mobile utilizzato in ortodonzia per mantenere lo spazio tra i denti.

La superficie del dente più vicina alla linea mediana delle arcate dentarie.

Elemento soprannumerario localizzato tra i due incisivi centrali superiori.

Anomalia di sviluppo della mascella inferiore (mandibola) che appare di volume ridotto per un rallentato sviluppo o per un arresto completo dell'accrescimento.

Relazione di contatto tra denti superiori e inferiori.

Quando, con le arcate dentarie in contatto, uno o più denti  dell'arcata superiore non si sovrappongono (gli anteriori) o non entrano in intercuspidazione (i posteriori) con quelli dell'arcata inferiore.

Quando, con le arcate dentarie in contatto, uno o più denti  dell'arcata superiore non si contrappongono nel regolare rapporto vestibolo-linguale con quelli dell'arcata inferiore. In particolare quando i denti superiori anziché essere posizionati più esterni rispetto agli inferiori sono più all'interno.

Quando i denti  anteriori superiori occludono dietro i denti inferiori.

Quando i denti anteriori superiori, in occlusione, si sovrappongono eccessivamente (coprono) ai denti anteriori inferiori.

Infiammazione dei tessuti molli perimplantari. Nella mucosite i tessuti molli circostanti la fixture  appaiono edematosi, arrossati e sanguinanti, ma non c'è coinvolgimento del tessuto osseo che circonda e trattiene l'impianto.

La relazione tra i denti mascellari e mandibolari nel momento in cui entrano in un contatto funzionale.

Relazione armoniosa tra i denti e le altre componenti del sistema masticatorio

Branca della medicina che studia le affezioni dei denti e della bocca.

Altra definizione del tartaro dentario.